Dal profumo inebriante e caratterizzati da un sapore fresco e piacevolmente aromatico, i mandarini sono uno dei frutti più amati e conosciuti in tutto il mondo, nonché uno dei protagonisti delle tavole autunnali e invernali. Questi piccoli agrumi, originari dell’Asia orientale, sono ricchi di vitamina C e hanno diverse proprietà benefiche per il corpo, molte delle quali racchiuse nella scorza.
Scopriamo insieme alcune curiosità su questo frutto delizioso così noto e apprezzato!
I mandarini hanno un prestigioso passato. La loro storia affonda le radici nell’antica Cina, dove erano considerati frutti pregiati, simbolo di abbondanza e fortuna e venivano offerti in dono all’imperatore.
Iniziamo dalla prima curiosità, l’origine del nome: il termine mandarino deriva dal portoghese mandarim, che significa “ministro” e veniva usato per riferirsi ai funzionari politici cinesi, incaricati di svolgere funzioni pubbliche per conto dell’Imperatore, che indossavano un abito tradizionale di seta di colore arancione.
Portatori di buona fortuna
In particolare nei paesi asiatici, i mandarini sono considerati dei cibi portafortuna: in Cina, durante il Capodanno, vengono donati agli ospiti per augurare prosperità nell’anno a venire. Per la loro forma sferica che richiama l’infinito e il colore arancione, sono simboli di buon auspicio e fertilità. Inoltre, vengono utilizzati come decorazioni durante le festività.
MANDARINI E CLEMENTINE: LE DIFFERENZE
Mandarini e clementine sembrano simili nell’aspetto, ma in realtà non lo sono. A partire dalla forma: le clementine sono circolari, mentre i mandarini sono più ovali e schiacciati ai poli. La scorza delle clementine è più sottile e flessibile, di colore arancio e il frutto è molto turgido, succoso e dolce. Il mandarino, invece, ha una buccia più chiara, tendente al giallo, ed è più spessa.
La principale differenza tra mandarini e clementine sono i semi. La clementina, infatti è un frutto apirene, il mandarino ne contiene alcuni. Le due varietà differiscono anche nel gusto: le clementine hanno un sapore dolce e rinfrescante. I mandarini, invece, risultano più aspri, e per questo risultano ideali per preparare salse e mostarde.
Come usare le bucce dei mandarini, dalla cucina alla cosmetica
La prossima volta che sbucci un mandarino, non gettare via la buccia, perché può essere riutilizzata in diversi modi!
Una volta grattugiata, si può impiegare in cucina per cuocere e guarnire e conferire un aroma agrumato e un sapore fresco e vibrante sia a dolci e dessert al cucchiaio che a pietanze salate. Può essere polverizzata e utilizzata per insaporire il pesce, sulle insalate e zuppe e risotti oppure per creare sale e olio aromatizzato.
Tagliata a pezzi e bollita, può essere anche impiegata per preparare deliziose tisane o infusi, da gustare durante l’inverno per concedersi una pausa rilassante.
Dalla buccia, ricca di limonene, antiossidante che previene l’invecchiamento precoce della pelle e con proprietà antidepressive, immunostimolanti, ansiolitiche, antibatteriche, viene estratto a freddo l’olio essenziale, impiegato in campo farmaceutico, cosmetico ed in aromaterapia.
L’aroma del mandarino è noto per la sua azione rilassante e distensiva sul sistema nervoso. Per questo è ottimo usato come deodorante per ambienti: appoggia sui caloriferi una ciotola con le bucce dei frutti e in tutta la casa si sprigionerà un piacevole e fresco profumo!
Per la cura della persona, invece, la buccia tritata può essere usata per realizzare degli scrub naturali per esfoliare la pelle e il viso, aggiungendo zucchero e olio di mandorle.
La prossima volta che gusti un mandarino coltivato da Terre Fatiguso, ricorda tutte queste curiosità!







